Asta o triangolo. Qual è il codice della tua personalità

Esiste un profondo paradosso, quando mi accetto così che sono, allora posso cambiare.

Carl Rogers

Quel conoscente quando saluta me o altre persone, è sempre cosi…avvolgente, gli scappa sempre un abbraccio o una coccola sulla spalla, quell’altro, invece, lo riconosco perché appena prende parola alza il dito indice come per sentenziare, e, quando passa al contatto fisico, per salutarti, lo fa sempre a punta, come se le dita fossero una spada, con la quale punzecchiarti, sulla spalla o sulle braccia.

Secondo la Psicologia Analogica, che insegno da quasi trent’anni, esistono due tipologie di personalità, cosiddette “genitoriali”, nelle quali si divide il mondo, quella paterna, definita anche “asta” e quella materna, definita anche “triangolo”.

Ognuno di noi, a seconda del vissuto nei primi mesi e, di seguito, nei primi anni di vita, si trova a relazionarsi agli altri secondo un preciso comportamento, una specifica gestualità e, addirittura precise parole.

Ascoltare una donna manager che, riferendosi a un possibile business nel settore immobiliare, dice: “…ho un grosso affare tra le mani, è il momento di spingerci in profondità nel mercato di Milano”, è ben diverso dal sentire un’altro soggetto, che, per esprimere lo stesso concetto, dice: “…ho una bella cosina di cui parlarti, il mercato di Milano potrà accoglierci a braccia aperte”.

Se appartieni alla tipologia Asta, sarai un soggetto che, a livello inconscio, si troverà a utilizzare terminologie con desinenza maschile, che si rifanno all’archetipo, al modello simbolico paterno,  che hanno a che fare con qualcosa che colpisce o che ferisce, penetra come una spada e sarai caratterizzato da una comportamento accusatorio.

Se ti riconoscerai, invece, a fine lettura, nella tipologia Triangolo, vuol dire che userai terminologie con desinenza femminile, aventi a che fare con l’archetipo materno, sinonimo di qualcosa che accoglie, di qualcosa che si prende cura, pensiamo al focolare domestico. 

Il comportamento che adotterà una persona di questa seconda tipologia sarà protettivo, materno, sia che si tratti di un soggetto maschile, che femminile.

Ci troviamo a tavola, per un pranzo domenicale a casa di amici, uno degli invitati vuole mostrare a tutti un vecchio video, che deve essere estratto dall’archivio di un tablet. ma sta avendo qualche difficoltà a recuperarlo, e sono alcuni minuti che si sta impegnando, con fatica, per riuscire nel suo intento.

Uno degli ospiti afferma d’istinto: “Tu non sei portato per il digitale, lascia stare, passiamo ad altro che è meglio!” mentre un altro dice: “Lascia che ti aiuti, non ti preoccupare, passamelo che ci penso io”.

Nel primo caso si rileva un atteggiamento che indica i limiti dell’interlocutore, senza suggerire una soluzione, mentre nel secondo, la persona si offre per aiutare, mettendosi in gioco personalmente per risolvere il problema.

Se ti ritrovi a sentenziare, a penalizzare l’interlocutore, sia seriamente, che col sorriso sulle labbra, è evidente che appartieni alla tipologia Asta e dovrai porre attenzione a non eccedere in tali comportamenti, per non vivere disagi nelle relazioni interpersonali, dove potresti essere vissuto come rigido o aggressivo.

Se ti ritrovi a proteggere, a tutelare sempre le persone vicine a te, quasi fossi una crocerosssina/o, anche in questo caso, per non vivere un giorno contrasti o conflitti con gli altri, occhio agli eccessi, perché potresti risultare soffocante e non gradito per gli aiuti non richiesti.

Un soggetto triangolo non “si aggancia” con un altro soggetto triangolo, perchè adotterebbero entrambi lo stesso ruolo nella relazione, l’uno con l’altro, e io, non posso proteggere un partner comunicativo che è già intento a proteggere me, cosi come non legano due galli (asta), in un pollaio, mal che vada entrano in conflitto.

Alcuni mesi fa sono stato intervistato dai giornalisti Giuseppe Cruciani e David Parenzo al noto programma radiofonico “La zanzara” (Radio 24), e, in quell’occasione, ho rivelato la tipologia Asta del primo, che infatti è conosciuto per i suoi atteggiamenti molto rigidi con gli ascoltatori, mentre ho definito il secondo, che è conosciuto come ipergarantista e protettore dei più deboli, un soggetto triangolo.

Quando hanno sentito le spiegazioni si sono coinvolti, hanno confermato la veridicità delle caratteristiche di personalità descritte, e, la cosa più divertente, è stata quando Parenzo, soggetto per l’appunto materno, ha riconosciuto di essere chiamato addirittura : il “mammo” per come si comporta con i suoi figli!

In questo caso è evidente l’incastro virtuoso di due tipologie complentari, l’una accusatoria e l’altra protettiva, e tu, caro lettore, ti stai chiedendo qual’è la tua tipologia oppure qual’è quella di quella persona a cui tieni? Ti stai chiedendo come rapportarti con ognuna delle due?

Se vuoi risultare coinvolgente agli occhi di un soggetto triangolo, accentua un tuo disagio o un tuo bisogno, affermando che non sai come fare per risolvere una data faccenda, prenderai due piccioni con una fava, perché riceverai aiuto da una personalità che è spontaneamente portata a darlo, e, in più, poiché tutti noi, ci realizziamo nell‘ esprimere ciò che siamo, e con chi ci permette di farlo, avrai da questo soggetto materno, altri “bonus” di aiuto,a costo zero!

Se vuoi entrare in empatia con un soggetto asta, proteggilo e sii complementare a lui mentre attacca i fastidiosi moscerini che vi assillano: “ Colpiscili, colpiamoli!” e parlagli della pena da infliggere a un soggetto che ha compiuto un furto o un altro reato, mostrandoti d’accordo, se la cosa non è grave e non tocca i vostri valori, col suo fare da giudice, lo troverete sempre dalla vostra parte perchè gli avrete offerto… il bersaglio da colpire! 

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