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“LA GELOSIA E’ UN ABBAIARE DI CANI CHE ATTIRA I LADRI (KARL KRAUS)”

In questo articolo vogliamo trattare il fenomeno della gelosia da punti di vista particolari e originali. Sigmund Freud descrive, per esempio tra le principali, la “gelosia proiettiva” che sarebbe caratteristica di quelle persone che, avendo rimosso le proprie esperienze reali o i propri desideri di infedeltà perché in disaccordo con la loro coscienza morale, proiettano queste tendenze sul partner di cui temono, in modo ossessivo, l’infedeltà per poter alleviare i propri sensi di colpa verso quegli stessi impulsi.
Fenichel parla di “gelosia normale” dicendo che sarebbe una manifestazione dell’incapacità di amare in modo autentico, tipica degli individui le cui relazioni sono finalizzate al soddisfacimento dei propri bisogni narcisistici, per cui la paura di perdere l’amore dell’altro assume il significato di una diminuzione dell’autostima.
Diversi autori citano una forma particolare di “gelosia del passato” chiamata Sindrome di Rebecca dal film “Rebecca la prima moglie” di A. Hitchcock. In questo caso il sentimento di disagio è l’ossessione da parte di chi la vive di non poter competere con un precedente amore significativo del proprio partner. Le Discipline Analogiche distinguono la gelosia fredda da quella passionale. Per spiegare la differenza tra le due dobbiamo introdurre dei concetti cardine di questa corrente psicologica ovvero i ruoli, che vengono a stabilirsi in relazioni interpersonali significative di antagonista e oggetto del desiderio. Nel caso delle relazioni affettivo-sessuali, il ruolo di antagonista è quell’elemento che impedisce il senso del possesso, l’appagamento nei confronti del partner che ha il ruolo di oggetto del desiderio. L’antagonista può essere “reale” o “presunto”: nel primo caso l’individuo geloso ritiene di identificare inequivocabilmente una persona certa causa del disagio (gelosia passionale); nel secondo caso, il soggetto “presume” che ci sia un rivale dal comportamento atipico dell’oggetto del desiderio (gelosia fredda). Il fatto di essere portati ad una o all’altra delle due situazioni relazionali non è casuale ma dipende dal tipo di conflittualità vissuta nelle dinamiche affettive dell’infanzia e dell’adolescenza nell’ambito della famiglia di origine.
Esempio di gelosia fredda:

la moglie è solita portare il caffè a letto al proprio marito ma da un paio di mattine non lo fa. A lui nascono dei dubbi relativi al grado di coinvolgimento della moglie nei suoi confronti e quindi si manifesta una vera e propria gelosia verso un antagonista definito appunto “presunto” e che in realtà non sono altro che i fantasmi-paure che il marito vive con se stesso. Vorremo ricordare le due paure più grandi dell’essere umano secondo l’approccio analogico e cioè il timore di essere portatori del “difetto di ruolo” (non sentirsi adeguati come maschi o come femmine) o del “difetto di espressione” (non sentirsi capaci di gestire le difficoltà tra noi e l’oggetto del desiderio, come uomo/donna).
Esempio di gelosia passionale:
la fidanzata si reca nei pressi dell’ufficio del fidanzato per fargli una simpatica sorpresa e vede lui che sta parlando con una nuova collega di piacevole aspetto all’ingresso dello stabile dove lavora. Lei identifica questa collega come una minaccia e le scatta una forma di aggressività verso questa antagonista “reale”.

In realtà nel primo caso la moglie non ha portato il caffè semplicemente perché particolarmente preoccupata della salute di una cara amica e infatti appena sveglia passa il tempo al telefono per sincerarsi di come costei ha passato la notte; nel secondo caso, il fidanzato non poteva fare altro che rispondere alla richiesta di informazioni relative al parcheggio di questa nuova collega che non conosce la zona.
La gelosia fredda spinge l’individuo ad un conflitto aperto con il proprio partner essendo presunto l’antagonista. In funzione di come il partner si comporta l’individuo avverte la forza di questo rivale virtuale e il suo potenziale di affascinazione. Tale comportamento può generare all’interno della coppia sofferenze, disagi, conflitti e separazioni e degenerare in qualcosa di morboso, ossessivo che compromette l’amore, la felicità e la serenità della coppia.
Nel caso della gelosia passionale, a prescindere se ci siano prove precise o no, l’individuo può arrivare a sentirsi impotente a risolvere il problema e a salvare la relazione sentimentale o familiare, in tal caso il conflitto non è verso il proprio partner ma verso se stessi: si arriva a giudicarsi inefficienti, insicuri fino ad una vera e propria disistima di se stessi.
Apprendendo le metodologie del potenziamento personale in chiave analogica si impara a riconoscere le quattro tipologie emozionali: conflittuale padre/madre, ego maschio/egofemmina divenendo così consapevoli delle dinamiche psicologiche che ci portano a vivere, magari in eccesso, uno dei due tipi di gelosie e a gestirle.

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