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LA CRISI DI COPPIA E IL MARZIANO

Se un marziano guardasse giù e dovesse riportare ai suoi simili qual è una delle cause di sofferenza emotiva più grande nella società del benessere, dovrebbe raccontare delle “crisi di coppia”.
Non sono un sociologo e non so quindi se la velocità e la frequenza con cui vediamo fallire matrimoni, fidanzamenti o troviamo partners delusi in psicoterapia, sia data da fattori sociali. Forse per i giovani il bombardamento di stimoli seduttivi e trasgressivi attraverso mass-media, films e internet, diversi idoli dello sport e dello spettacolo, che con disinvoltura passano da una relazione all’altra, non sono certo la stessa cosa che avere modelli di personaggi che ispirino valori più profondi.
Secondo lo studioso Hans Jellouschek nel testo “Le regole della coppia” sono venuti meno oggi i fattori che dall’esterno influenzavano la coppia e facevano sì che durasse nel tempo indipendentemente dai fattori interni: la sopravvivenza economica (il matrimonio era una comunità economica e per una donna avere un uomo che mantenesse lei e i suoi figli era una questione di sopravvivenza), la divisione dei ruoli, la religione (chi violava la norma religioso-legale diventava un fuorilegge anche nella vita sociale).
Sono le Discipline Analogiche a fare luce sui dinamismi interni, relazionali che regolano il coinvolgimento amoroso e gli “incastri emozionali” tra le persone.
Incontriamo una persona, che poi frequentiamo, inconsapevoli del fatto che chi sta scegliendo è un recettore emotivo dentro di noi che sta riconoscendo una fonte di stimolazione emozionale consona ad appagare un’esigenza inconscia profonda, per la quale doveva esserci, in quel preciso momento, quel preciso tipo di personalità e nessun’altra, a prescindere che si chiami Roberto, Francesca, Mario, Elisabetta…!

A volte un partner viene scelto per paura e/o bisogno e in questo caso prende il nome, secondo le terminologie analogiche, di Guardiano di Porta; altre volte viene scelto per “desiderio” e prende il nome di Mastro di Chiavi. In altri termini… in alcuni casi è l’io adulto (la razionalità) a decidere con chi legarsi, altre volte è l’io bambino (inconscio). Ed ecco che potremmo provare attrazione per una persona inaffidabile, il Mastro di Chiavi, che razionalmente rifiutiamo, oppure per un soggetto le cui caratteristiche personali e sociali rispondono alle nostre aspettative e ci rassicurano (Guardiano di Porta) pur trovandoci poco coinvolti sul piano passionale. Ecco il ragazzo che nei suoi sogni voleva una femmina dolce e sensibile e poi si trova coinvolto di una donna colpevolizzante e poco attenta a comprendere le sue esigenze; oppure quella donna che sognava un maschio misterioso, fuori dagli schemi e trasgressivo e poi si fidanza col bravo ragazzo del paese.
Come scrive Stefano Benemeglio, padre della Psicologia Analogica: “…la continua lotta tra ragione e sentimenti a volte appare tragicomica, si sente di relazioni in cui uno accusa l’altro di essere troppo istituzionale e una volta che, con sforzo, il partner si atteggia a più trasgressivo viene lasciato…perché è cambiato!”

Da una parte il nostro modello è in linea con i più recenti approcci psicologici che considerano i disagi nella coppia come un problema di comunicazione tra i partner. Dall’altra dovrebbe fare degli sforzi sovraumani, e forse inutili per il mantenimento di una relazione duratura, chi lavorasse solo sul miglioramento della propria comunicazione con l’altro senza un lavoro su se stesso, atto a mondarlo dai propri meccanismi di difesa, risentimenti e sofferenze del passato che condizionano le relazioni del presente.
Infatti quando scegliamo con la testa è perché stiamo cercando di evitare una paura e una sofferenza che abbiamo già provato nella nostra infanzia/adolescenza e in questo senso viene privilegiato un partner estremamente affidabile e rassicurante. Quando scegliamo con l’istinto, seguendo esclusivamente desiderio e passione, rischiamo di andare in tilt trovandoci “agganciati emotivamente” da un partner inaffidabile che però rigenera un turbamento cui siamo sensibili a causa del nostro lontano passato.
Una ragazza può anche accorgersi che si sta coinvolgendo sempre più di un partner che ricalca la figura di suo padre anaffettivo e trasgressivo e accetta questa scelta perché stavolta spera di vincere e di riuscire a gestire il duplicato del genitore. Invece l’inconscio, come un diavoletto, interessato al “cibo emotivo” che scaturisce dal ricrearsi dell’emozione, del turbamento dello psicodramma di un tempo, non vede l’ora di rivivere la scenografia drammatica originaria dove amare vorrà dire soffrire come per la bambina di un tempo (Freud chiamava questo processo coazione a ripetere).
Le Discipline Analogiche insegnano a riconoscere la propria tipologia di appartenenza tra le quattro previste: conflittuale padre, madre, ego-maschio, ego-femmina con i relativi schemi di approccio nel coinvolgimento emozionale e affettivo. Il problema nella psicologia delle emozioni è sempre quantitativo: conoscenza e lavoro su noi stessi aiutano a vivere con maggior serenità e pienezza la vita di coppia.
E per finire, saranno proprio così perfette le coppie su Marte?

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20 giugno 2017